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Meccanismi alla base della rigenerazione tissutale

Planaria ed idra sono in grado di effettuare processi differenziativi in senso bidirezionale, infatti sezionando longitudinalmente o trasversalmente i corpi di questi animali, essi sono in gradi di attivare un processo rigenerativo che porterà alla formazione di due individui interi.

Negli anfibi questa enorme capacità rigenerativa viene parsa ma comunque, anche se non sono più in grado di avviare rigenerazione bidirezionale, possono rigenerare intere parti del corpo come l’arto, il midollo spinale, il cervello danneggiato o l’iride. In tal caso si parla di rigenerazione unidirezionale.

Pur non possedendo le capacità rigenerative degli anfibi, le specie superiori hanno preservato molte delle caratteristiche dei processi rigenerativi a carico di alcuni tessuti ed organi (infatti esistono popolazioni cellulari specifiche per questo tipo di attività).

Caratteristica peculiare nella rigenerazione tissutalenegli animali che compiono rigenerazione bi o unidirezionale, è la formazione del blastema: in seguito ad un’amputazione la prima struttura che si forma è un sottile layer di cheratinociti che ricopre la regione di amputazione. Questo è un evento fondamentale, infatti se viene bloccata l’attività dei cheratinociti, viene anche impedito lo sviluppo del blastema. Il processo centrale nella formazione del blastema è un processo di dedifferenziazione: diversamente da come succede nelle specie superiori, in questi animali vengono dedifferenziate cellule anche terminalmente differenziate. Abbiamo infatti visto come il sincizio muscolare polinucleato, i motoneuroni o gli osteociti, sono in grado in qualche modo di reinvertire il loro stato differenziativo. Un fattore chiave in questo processo è il fattore di attivazione della trombina (ad oggi ritrovato solo in questi animali): le cellule così stimolate sono in grado di rientrare nel ciclo cellulare, le cellule proliferanti si muovono dalla regione di amputazione verso le regioni più distali con successiva formazione del blastema (cellule dedifferenziate altamente proliferanti). Alcune di queste cellule dedifferenziate rimangono ristrette nel loro lineage differenziativo originario (come ad esempio i cheratinociti) mentre altre possono acquisire nuove capacità di sviluppo (come ad esempio le cellule del muscolo scheletrico: una volta dedifferenziate perdono un po’ la loro memoria differenziativa divenendo cellule multipotenti, cioè in grado di redifferenziare sia in senso miogenico che cartilagineo).

 

 

 

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