Valutazione etica di alcune distinzioni
Creati – “scaricati”
Viene attualmente dibattuto se sia eticamente possibile fare una distinzione tra l’uso degli embrioni creati per la riproduzione, ma rimasti dopo la cura dell’infertilità e creare gli embrioni umani con la sola intenzione di usarli per la ricerca sulle cellule staminali.
Questa distinzione non è eticamente accettabile dato che per avere un atto moralmente lecito non basta solamente l’intenzione per giustificare l’atto, occorre altresì che l’oggetto dell’atto stesso sia moralmente lecito. Poiché nella realtà l’embrione umano viene distrutto, ciò rende questa distinzione da un punto di vista etico irrilevante.
Derivazione e Uso delle cellule staminali embrionali
Il principio etico rilevante per la valutazione di questo uso è se esiste cooperazione - se non formale almeno materiale - nella distruzione dell’embrione umano tramite l’uso delle cellule staminali embrionali già derivate. La risposta non può che essere sì. Conseguentemente, non solo l’uso delle cellule staminali embrionali già derivate comporta la cooperazione nel male altrui ma tale atto costituisce anche scandalo in quanto indebolisce il rispetto della dignità e della vita degli embrioni umani.
Conclusione
Per agire eticamente gli scienziati devono ricorrere alle cellule staminali derivate dai tessuti adulti, dal sangue del cordone ombelicale e dalla placenta. Devono abbandonare la derivazione delle cellule staminali umane dall’embrione indipendentemente dalla sua fonte di provenienza, dal feto e dagli embrioni abortiti deliberatamente.