Il principio di beneficenza
Il principio della beneficenza richiede che ognuno di noi abbia il dovere di garantire il bene altrui. Ma questo principio etico ha un limite: Il limite é che questo obbligo cessa quando l’aiuto che qualcuno deve rendere agli altri, gli comporta un danno o un rischio significativo.
Alcuni autori hanno ritenuto che l’uso degli “embrioni sovrannumerari” per la derivazione delle cellule staminali embrionali per la ricerca sulle cellule staminali è eticamente giustificato sulla base del principio di beneficenza. Tra questi autori sono Peters e Bennett e la maggio ranza della Commissione di Studio sull’Utilizzo di Celulle Staminali per Finalità terapeutiche.
Come abbiamo visto sopra, l’obbligo imposto dai principi di beneficenza trova un limite nei gravi danni o rischi arrecati alla persona sulla quale cade tale obbligo. Cioè quando esiste tale danno la persona che deve prestare assistenza è esente dal farlo in base alla moralità comune.
Poiché la derivazione delle cellule staminali dagli embrioni umani conduce alla loro distruzione, la donazione degli embrioni soprannumerari per la ricerca sulle cellule staminali inevitabilmente farà danno significativo agli embrioni. Perciò, lo stesso principio cui si rifanno i sostenitori dell’uso di embrioni sopranumerari per derivarne cellule staminali richiede che i genitori di tali embrioni non dovrebbero donarli per tali ricerche.
Riteniamo dunque che il principio di beneficenza non possa giustificare l’uso degli “embrioni soprannumerari” per la ricerca sulle cellule staminali.
Concludiamo che, poiché la ricerca sull’embrione umano richiede la sua distruzione, l’embrione stesso non è tenuto a rendere aiuto agli ammalati e che i suoi genitori non devono autorizzare il suo uso per questo tipo di ricerca.