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Il principio del rispetto della vita umana

Il primo principio della bioetica che deve guidare il ricercatore nella ricerca biomedica è il rispetto della vita umana. Questo principio è sancito in diversi modi dai documenti internazionali che trattano della ricerca sul soggetto umano e può essere trattato sia dal punto di vista
giuridico sia dal punto di vista etico.
Da quest’ultimo punto il principio della tutela del soggetto umano nella ricerca biomedica è il principio etico riconosciuto in campo internazionale. Significa che la vita del soggetto umano sul quale la ricerca viene fatta deve essere tutelata dal ricercatore.
Questo principio è espresso in diversi modi: per esempio come principio della inviolabilità della vita umana, come divieto etico di non uccidere come principio etico di non-maleficenza.
Giuridicamente, è un principio riconosciuto che gli Stati hanno lo interesse e il dovere di tutelare il valore intrinseco della vita umana di ogni membro della loro comunità a prescindere dal fatto che alcuni esseri umani siano riconosciuti costituzionalmente come persone o no. Dove e quando esiste la vita umana lo Stato ha il dovere di tutelarla sempre.
Il principio della protezione della vita umana è basata sui principi del rispetto della sacralità della vita umana, dell’inviolabilità della vita umana stessa e della dignità umana. Conseguentemente lo stato deve intervenire per tutelare la vita di chi vuole togliersela tramite il suicidio medico-assistito oppure tramite l’eutanasia volontaria.
Se lo Stato ha il dovere di tutelare la vita dei cittadini nati, a maggior ragione ha il dovere di tutelare la vita dei più deboli, dei più indifesi e innocenti della società tra cui sono i non ancora nati. La congregrazione per la Dottrina della Fede ha giustamente affermato: «In diversi Stati alcune leggi hanno autorizzato la soppressione diretta di innocenti: nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l’uguaglianza di tutti davanti alla legge». Proseguendo scrive: «Quando lo Stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare di chi è più debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto».
Conseguentemente è dovere dello Stato tutelare il diritto alla vita dei non ancora nati. La congregazione per la Dottrina della Fede ha giustamente dichiarato: «...il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, esige il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all’essere umano nella sua totalità corporale e spirituale».
Proseguendo scrive: «L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita».
Poiché nella ricerca sulle cellule staminali embrionali, l’embrione umano viene distrutto, questa ricerca viola il principio del rispetto della vita umana.
 

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