rss
  • Home
  • Definizioni
  • Tipi di Cellule Staminali
  • Patologie
  • Etica e Morale
  • Ricerca
  • Banche cordone ombelicale.

Cellule Staminali e chiesa: etica tra fede e scienza

Un notevole interesse scientifico e clinico, non disgiunto da un ampio dibattito pubblico sulle sue implicazioni etiche, sociali e giuridiche, continua a circondare lo studio delle cellule staminali. Queste cellule, capaci di autorinnovarsi in coltura, rappresentano la naturale sorgente citologica dalla quale si formano tutti i tessuti del corpo. Gli aspetti tecnici e le prospettive terapeutiche, così come le questioni antropologiche e morali sollevate da questa importante area della ricerca biomedica contemporanea, sono già stati considerati in precedenza (L'Osservatore Romano, 11-12.09.2000, p. 10 e 16.09.2000, p. 9). Una definizione comunemente accettata di "cellula staminale" è quella di una cellula che ha due caratteristiche principali:
  1. la capacità di auto-rinnovamento illimitato o prolungato, cioè di riprodursi a lungo senza differenziarsi;
  2. la capacità di dare origine a cellule progenitrici di transito: (nervose, muscolari, ematiche,ecc).

Da circa 30 anni queste cellule hanno costituito un ampio campo di ricerca sia in tessuti adulti, sia in tessuti embrionali e in colture in vitro di cellule staminali embrionali di animali da esperimento. Ma l'attenzione pubblica ad esse è stata richiamata recentemente da un nuovo traguardo raggiunto: la produzione di cellule staminali embrionali umane. Nel 1998 è stato possibile per la prima volta isolare e coltivare cellule staminali embrionali umane, il che ha aperto nuove prospettive terapeutiche e altresì generato una serie di roventi polemiche, soprattutto nei paesi cattolici. Cellule staminali embrionali umane possono dare origine a tutti i tessuti differenziati del nostro corpo e quindi generare nuovi neuroni o cardiomiociti o epatociti per riparare tessuti vitali danneggiati da malattie degenerative. Le cellule staminali embrionali o ES (dall’inglese: “embryonic stem” cells) possono essere geneticamente modificate in vitro mediante sostituzione di un gene sano con uno mutato o viceversa (ricombinazione omologa). Queste cellule si ottengono dalla distruzione di alcuni embrioni congelati, da qui nasce il problema etico. Esistono, in Italia decine di migliaia di embrioni congelati. Molti di questi embrioni, benché ancora vivi, non sono più in grado di dare origine ad una blastocisti normale e pertanto non vengono impiantati. Contengono però al loro interno cellule che possono essere espiantate in coltura e dare origine a nuove linee di cellule staminali.

In parole povere, se si insegna loro a differenziarsi in cellule nervose, si spera di poter curare, fra l’altro, l’infarto, la sindrome di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, le malattie del midollo spinale. Se si insegna loro a diventare cellule del sangue, sarà possibile curare la leucemia, molti tipi di cancro, le immunodeficienze e le malattie ereditarie del sangue. E se si insegna loro a differenziarsi in cellule delle ossa, della cartilagine, del fegato, della pelle, della retina o dei muscoli che reggono lo scheletro, sarà possibile curare l’osteoporosi, le osteoartriti, le epatiti e le cirrosi, le ustioni, la degenerazione maculare degli occhi, la distrofia muscolare. Le fonti conosciute di cellule staminali umane sono quattro:
  1. Alcuni tessuti fetali;
  2. Gli embrioni, soprattutto quelli ai primi stadi di sviluppo, ossia i cosiddetti pre- embrioni;
  3. Il sangue del cordone ombelicale;
  4. Alcuni tessuti di organismi adulti (midollo spinale, epitelio-pelle, retina, midollo osseo, cervello, gonade maschile);
Mentre le ultime due fonti di cellule staminali non sollevano problemi morali, la questione etica subentra con le altre. Prendiamo il caso di tessuti fetali provenienti da aborti procurati: qualora si considerasse immorale l’aborto non terapeutico, è legittimo inserirsi al processo in corso per scopi buoni e terapeutici, ad esempio per curare malattie cerebrali? È lo stesso caso di un espianto di organi da un morto in un incidente stradale? Con cautela, sembra che si possa rispondere di sì. Chiamiamo questo il problema dell’ «inserimento» in medias res, a cose già fatte. Stante il fatto che in Italia l’aborto è legale, l’utilizzo di materiale fetale tratto da un cadavere abortito non è fondamentalmente diverso dall’espianto di organi da un cadavere di un morto in altre circostanze. La moralità si giudica guardando in avanti agli scopi, obiettivi e conseguenze, e non guardando all’eventuale immoralità iniziale. Ciò significa ad esempio che l’utilizzo di materiale fetale a scopo terapeutico è da considerarsi legittimo, mentre è da considerarsi immorale un suo utilizzo per produrre cosmetici. Per la scienza l’embrione non è considerato essere umano: Il rapporto della commissione Dulbecco afferma la differenza: «Un ovocita, la cellula uovo femminile, ricostituito con il nucleo di una cellula somatica adulta non può considerarsi uno zigote in senso classico, in quanto non deriva dall’unione di due gameti. A riprova di ciò sta il fatto che l’oocita così ricostituito non dà spontaneamente luogo allo sviluppo embrionale, poiché ciò può avvenire solo grazie a stimolazioni artificiali che lo forzano a svilupparsi in blastocisti. In altre parole, quello che si forma non è l’embrione, ma una cellula in grado di generare cellule staminali, con le stesse caratteristiche genetiche del paziente. Concettualmente quindi, il prelievo di queste cellule equivale al prelievo di un organo da un soggetto ancora vivo ma in stato di morte cerebrale. Il motivo reale della situazione italiana è legato al concetto cattolico di “sacralità della vita umana”, che viene esteso anche ad embrioni congelati allo stadio di poche cellule o di blastocisti. I problemi legali, etici e politici concernono esclusivamente le cellule staminali embrionali umane. In tutti gli altri casi l’utilizzo di cellule staminali adulte o non umane non pone problemi di sorta. Nel febbraio del 2004 è stata promulgata la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita che vieta la produzione di cellule staminali embrionali, anche a partire da embrioni congelati. Perché la chiesa interviene La risposta che la Chiesa dà è la seguente: ogni persona umana, dal momento del suo concepimento alla sua fine naturale, è dotata di un tale valore da escludere assolutamente ed incondizionatamente che essa possa essere esclusivamente considerata e trattata come un mezzo. Partendo dalla considerazione del soggetto umano dal momento del suo concepimento, la Chiesa pone i seguenti problemi etici: Il primo problema etico, fondamentale, può essere formulato così: “È moralmente lecito produrre e /o utilizzare embrioni umani viventi per la preparazione di ES ”?
«La risposta è negativa» per le seguenti ragioni:
  1. Sulla base di una corretta e completa analisi biologica, l’embrione umano è vivente a partire dalla fusione dei gameti, un soggetto umano con una ben definita identità, il quale incomincia da quel punto il suo proprio coordinato,continuo e graduale sviluppo, tale che in nessuno stadio ulteriore può essere considerato come un semplice accumulo di cellule i.
  2. Ne segue che: come «individuo umano» ha diritto alla sua propria vita; e, perciò, ogni intervento che non sia a favore dello stesso embrione, si costituisce come atto lesivo di tale diritto. La teologia morale ha da sempre insegnato che nel caso dello «jus certum tertii» il sistema del probabilismo non è applicabile.
  3. Pertanto, l’ablazione della massa cellulare interna (ICM) della blastociste, che lede gravemente e irreparabilmente l’embrione umano, troncandone lo sviluppo, è un atto gravemente immorale e, quindi, gravemente illecito.
  4. Nessun fine ritenuto buono, quale l’utilizzazione delle cellule staminali che se ne potrebbero ottenere per la preparazione di altre cellule differenziate in vista di procedimenti terapeutici di grande aspettativa, può giustificare tale intervento. Un fine buono non rende buona un’azione in se stessa cattiva.
  5. Per un cattolico, tale posizione è confermata dal Magistero esplicito della Chiesa che, nella enciclica Evangelium Vitae - riferendosi anche alla Istruzione Donum Vitae della Congregazione per la Dottrina della Fede - afferma: “ La Chiesa ha sempre insegnato, e tuttora insegna, che al frutto della generazione umana, dal primo momento della sua esistenza, va garantito il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all’essere umano nella sua totalità e unità corporale e spirituale: «l’ essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita»”.
Il secondo problema etico può essere formulato così: È moralmente lecito eseguire la cosiddetta «clonazione terapeutica» attraverso la produzione di embrioni umani e la loro successiva distruzione per la produzione di ES? «La risposta è negativa» per la seguente ragione: Ogni tipo di clonazione terapeutica, che implichi necessariamente la produzione di embrioni umani e la susseguente distruzione degli embrioni prodotti, al fine di ottenerne cellule staminali, è illecita; poiché, si ricade nel problema etico preceden-temente esposto, il quale non può avere che una risposta negativa. In conclusione, appare evidente la serietà e la gravità del problema etico aperto dalla volontà di estendere al campo umano la produzione e l’uso di embrioni umani anche in una prospettiva umanitaria. Il Magistero entra nel dibattito bioetico perché intende affermare e difendere questo valore, questa dignità di ogni e singola persona umana. Le ragioni sono due: la costituzione ontologica della persona; la sua finalizzazione. La prima ragione è data dalla costituzione della persona umana. Essa è la sola nell’universo visibile che sia un soggetto spirituale, immortale quindi e capace di conoscere e scegliere liberamente. Ogni cosa di cui abbiamo esperienza è destinata a corrompersi e a finire; solo la persona umana è incorruttibile ed eterna. Essa inoltre è capace di conoscere, di aprirsi cioè alla totalità dell’essere.
La seconda ragione è costituita dalla nobiltà del fine a cui la persona umana è destinata. In forza dell’apertura illimitata del suo spirito, essa non è finalizzata a nessuna realtà di valore limitato, come è dimostrato dall’insoddisfazione permanente che dimora nel cuore dell’uomo. Essa è destinata a Dio stesso. Questa sua destinazione lo nobilita al di sopra di ogni altra creatura: il bene dell’universo intero non è a misura dell’uomo. La singola persona umana vale di più dell’intero universo. La Chiesa radica le sue risposte nell’affermazione della dignità della persona umana, ma l’essere umano quando si può definire tale? Per la chiesa dal concepimento, per la scienza dalla formazione del feto. Proprio da questo presupposto ne derivano delle problematiche contrastanti sul concetto di essere umano. Ma sia nel caso della Chiesa sia per la scienza ci si chiede quali siano i criteri per stabilire una tale affermazione. Sconfinamento Abbiamo visto che su questo argomento esistono due versioni contrastanti, ed è giusto che la Chiesa si pronunci a riguardo. L’Italia però dovrebbe essere un paese laico e le sue leggi non dovrebbero contenere disposizioni di carattere religioso. In realtà lo stato Italiano appare più come una Teocrazia. Penso che sulla questione della legge 40 vi sia stato un massiccio intervento sul piano politico da parte della Chiesa; questo per me appare come uno sconfinamento. Il palese invito ad astenersi dal referendum ha poco a che fare con l’etica ma appare più come una costrizione morale.

Il motivo reale della situazione italiana è legato al concetto cattolico di “sacralità della vita umana”, che viene esteso anche ad embrioni congelati allo stadio di poche cellule o di blastocisti. Il dilemma, del ricercatore prima e medico poi, sta nel fatto se sia lecito sacrificare una vita creata ad hoc per salvarne un’altra, quella di un paziente affetto da una malattia incurabile. C’è però un’altra considerazione da fare ed è sulle probabilità di vita. Se un embrione naturale ha circa il 30% di probabilità di nascere e quello ottenuto in vitro il 20%, un embrione clonato ha meno di una probabilità su cento di nascere. Questo vorrebbe dire che la struttura vivente clonata non è un embrione e non solo perché non deriva dalla fusione di uovo e spermatozoo (infatti non sarebbe uno zigote ma, secondo Rudy Jaenisch, un clonote) ma soprattutto perché non ha probabilità alcuna di dare origine ad un nuovo bambino. Se così fosse, dovremmo considerare questa struttura clonata alla stregua di un tessuto, o meglio di molti tessuti in potenza, ma non un individuo e pertanto utilizzarlo come un tessuto nuovo e capace di curare un malato. Questa è ovviamente una posizione parziale, sebbene basata su dati oggettivi e certamente c’è da riflettere su questo punto, ricordando però che il medico ha comunque l’imperativo morale di fornire al paziente consenziente la migliore terapia possibile. Io ritengono che la tecnologia debba restare al servizio dell'essere umano. La legge 40 e' la trasformazione di una morale religiosa in una norma. A questo punto si pongono almeno due domande: chi ha il potere di istituire queste regole? quale è il criterio o quali sono i criteri secondo cui vengono stabilite? Alla prima domanda noi tutti oggi rispondiamo che le regole sono stabilite dalla maggioranza. Ma resta la seconda e più grave domanda: la maggioranza è solo il soggetto che istituisce le regole o è anche il criterio della giustizia delle stesse? Cioè: tutto ciò che stabilisce la maggioranza è per ciò stesso giusto e buono? L’esperienza storica del ventesimo secolo ha dimostrato che ci possono essere maggioranze ingiuste. E’ ipotizzabile che la maggioranza di un popolo decida di sopprimere una minoranza che vive al suo interno. La ragione è capace di conoscere quei beni umani che sono incondizionatamente da proteggere e difendere. Essa è in grado, faticosamente, progressivamente e non senza gravi errori, di conoscere la verità sul bene dell’uomo universalmente condivisibile.
 

inserisci il tuo indirizzo email


In Evidenza

Banca del Cordone Ombelicale in Italia, ma quale?

 

Trapianto di cellule staminali

 

Cellule Staminali, queste sconosciute

 

Storia dei trapianti di cellule staminali

 

  • Varie
  • News
  • Approfondimenti
  • Dibattiti
  • Lezioni
Ultime Notizie
  • UK Cord Blood Bank, Ltd. - Banca Cordone Ombelicale
  • Torino Cordon Blood Italy - Banca Cordone Ombelicale
  • Ingegneria Tissutale
  • Neurogenesi nel cervello adulto
  • Neurogenesi embrionale

Copyright © 2010 - 2012.
All Rights Reserved.