Cellule staminali e conservazione del cordone ombelicale
Una delle fonti di cellule staminali adulte è il sangue della placenta e del cordone ombelicale. La pratica di ricavare cellule staminali dal cordone ombelicale è impiegata dal 1988 e queste staminali sono utilizzate nelle cure della leucemia linfocitica acuta, la sindrome di Hurler e il morbo di Gunther, oltre ad altre patologie particolarmente legate ai bambini.
Sia nel caso di parto cesareo che di parto naturale, o spontaneo, il sangue viene prelevato dal cordone ombelicale effettuando un prelievo dalla vena ombelicale. Il sangue prelevato viene poi sottoposto ad un esame per valutarne l'effettiva idoneità alla conservazione o alla donazione: ne viene preso in esame il volume e il numero di globuli bianchi presenti nel campione. Il prelievo non deve essere in quantità inferiore a 60 millilitri e il numero di globuli bianchi non deve risultare inferiore a 800 milioni. Questi sono parametri che possono cambiare a seconda di ciascuna banca per la conservazione delle cellule staminali, ma si concorda sul fatto che questi siano i parametri minimi da rispettare per avere un campione di cellule staminali efficace da congelare.
Gli esami eseguiti sulla gestante nei mesi antecedenti a quelli del parto permettono di non dover eseguire ulteriori accertamenti sugli agenti infettivi presenti nelle cellule staminali cordonali; per questo motivo l'unico esame che viene effettuato è la tipizzazione HLA, che è un esame utile per ricavare dati che saranno utilizzati nel valutare la compatibilità o meno di questo campione con un eventuale ricevente. I risultati di questa caratterizzazione sono inseriti all'interno di un archivio mondiale ( BMDW ) che è consultabile per poter ricercare tessuti compatibili.
Il campione viene trattato, privato dei globuli rossi e poi conservato ad una temperatura tra i -130 e 196°C: temperature abbastanza basse da non compromettere la conservazione e l'integrità del campione prelevato e delle cellule staminali in esso contenute. Quanto queste cellule staminali dovranno essere impiegate su un paziente, il campione sarà "scongelato", verrà privato delle sostanze che ne hanno permesso la criogenazione e dato al ricevente per endovena.