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Rigenerazione - L’isoforma Locale

L’altra isoforma quella locale rimane ristretta nel tessuto di espressione e ha azione autocrina e paracrina rispetto all’endocrina dell’isoforma circolante. E’ stato generato questo topo trangenico in cui l’isoforma locale (mdgif1)è sotto il controllo trascrizionale di un promotore muscolo specifico. Nella gene therapy gli interruttori molecolari sono o ubiquitari oppure localizzati come questo. Restringendo l’azione di questo fattore con il promotore muscolo specifico (catena leggera della miosina), il risultato era di aver ottenuto un topo in cui si aveva un aumento della massa muscolare e della forza (aumento del 30%). (esercizio fisico moderato produce IGF1) La domanda è: questo topo è in grado di attivare le satelliti? Per rispondere sono stati fatti esperimenti in cui sono stati incrociati topi desmina lac Z che ha il gene reporter Lac z beta gal sotto il controllo del promotore della desmina che è marcatore delle satelliti attivate ma non quiescenti. Questi topi sono stati incrociati per avere il topo desmina-lacZ che è il wt e il doppio transgenico igf1 desmina lacZ beta gal. Si induce un danno nel muscolo scheletrico e attraverso un time course di rigenerazione a 24 h è un muscolo che non sta tanto bene, c’è infiammazione, a 5 gg compaiono le prime fibre centro nucleate rigeneranti, l’infiamamzione diminuisce e dopo 15gg il 75% delle fibre dovrebbe essere recuperato. E dal time course è venuto fuori che il topo che esprimeva igf1, attivava le cellule satelliti che proliferano incorporando bromodesossiuridina e esprimendo PCNA, a 6 gg si formavano fibre piccole centro nucleate posivive per la forma neonatale della miosina e queste fibre progredivano nella maturazione e non rimanevano immature. IGF1 portava a compimento il processo rigenerativo inducendo la periferilazzazione dei nuclei, marcando al 12esimo gg le fibre per la desmina il risultato era negativo perché il promotore della desmina è attivo solo nelle satelliti attiva e nelle fibre rigeneranti ed è spento nelle fibre mature. Nell’invecchiamento il fattore limitante, quindi, non era il numero delle cellule satelliti che si riducono ma era il microambiente in cui le satelliti agiscono. L’altro problema poteva essere il reclutamento delle staminali, se aumenta do una possibilità in più al muscolo di recuperare il danno. La velocità di recupero è fondamentale perché evita atrofia muscolare da disuso. Quindi aumentare il reclutamento delle staminali può essere un’alternativa. Sapendo che queste circolano quello che è stato fatto in questo lavoro è stato di andare a vedere nel Wt e in igf1 la % di cellule staminali reclutate dall’esterno e che avevano marcatori diverse dalle satelliti (come sca1 ckit e CD45) e il muscolo dell’animale Tg reclutata molte più cellule staminali dopo il danno rispetto al wt. Come capisco come le cellule sono reclutate da altri compartimenti e non sono le residenti?
 

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