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Rigenerazione - tissue remodeling

Questo segnale è conservato nella scala evolutiva,perché i cheratinociti devono essere i primi a intervenire e il tissue remodeling è l’ultima fase? Il tessuto epiteliale è caratterizzato dalla componente specifica epiteliale cheratinociti che poggiano sulla membrana basale che li separa dal tessuto connettivo formato da fibroblasti. I fibroblasti hanno un rate proliferativo maggiore dei cheratinociti e se prendessero il sopravvento sui cheratinociti avremmo cicatrizzazione (tessuto connettivo che prende il sopravvento sull’epiteliale). Perché questo non avviene? La ragione è un meccanismo ben controllato. Nelle condizioni di non danno il tessuto epiteliale è nutrito dal plasma infatti una delle caratteristiche dei tessuti epiteliali è non essere vascolarizzata e ha bisogno di fattori rilasciati nel connettivo che poi per diffusione vanno a nutrire i cheratinociti. In condizioni normali il tessuto è quindi nutrito da plasma le cui componenti principali sono acqua, neutrofili, eosinofili e basofili, albumina e fattori di crescita. A livello del tessuto epiteliale che subisce un danno necrotico, in seguito al trauma la cellule muoiono per necrosi e la necrosi comporta una risposta infiammatoria. Il plasma a questo punto diventa siero (ripetendo la prima fase è infiammatoria che richiama macrofagi e neutrofili che producono citochine). Il plasma in seguito a danno il tessuto è invaso da cellule infiammatorie che producono citochine proinfiammatorie chemochine e fattori di crescita trasformandosi in siero (ricco di fattori dell’infiammazione). Tra i fattori presenti nel siero troviamo, ricordando che i fibroblasti non invadono la regione di danno e non prendono il sopravvento, citochine e fattori di crescita ma anche un fattore di crescita (nel sito di danno) appartenente alla famiglia TGFβ che è il TGFβ3 che è prodotto in seguito a danno. La sua funzione è antimotogenica cioè impedisce il movimento cellulare. Perché i fibroblasti non prendono il sopravvento? Non perché possiedono il recettore per TGFβ3 ma perché sono più concentrati (i recettori) a livello dei fibroblasti nel connettivo. Essendo questo fattore antimotogenico legandosi ai recettori sulla superficie delle cellule ed essendo questi più abbondanti nel fibroblasti tende a mantenere i fibroblasti nella loro posizione anche se questi continuano a proliferare grazie a fattori come IGF1 FGF TGFβ. Questo presuppone che i cheratinociti hanno tutto il tempo per replicarsi e chiudere la regione della ferita, e a questo punto una volta chiusa la seconda fase si passa al rimodellamento. Dopo che l’epitelio è richiuso il TGFβ3 non è più reclutato perché non essendoci più danno e la risposta infiammatoria non c’è più. Nel rimodellamento del tessuto connettivo il TGFβ3 si riduce e si passa da una fase infiammatoria ( da plasma a siero) ma in assenza di infiammazione il nutrimento del tessuto torna ad essere da plasma a partire da siero, e tutte le citochine infiammatorie non sono più prodotte e i fibroblasti in assenza di TGFβ3 completano la fase di rimodellamento del tessuto. Il TGFβ3 è un fattore chiave per la corretta funzione dei cheratinociti e fibroblasti.
 

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