L’infiammazione è un evento chiave del processo rigenenerativo perché vengono reclutate cellule infiammatorie come neutrofili e macrofagi che invadono il tessuto danneggiato e puliscono il tessuto dalle cellule morte e necrotiche che devono essere eliminate. I neutrofili intervengono dopo poche ore per attivare il processo di fagocitosi e poi vengono reclutati qualche ora dopo monociti e macrofagi che rimuovono il debis (?) cellulare. Esistono due classi di macrofagi M1 e M2. Gli M1 invadono subito dopo i neutrofili il tessuto danneggiato e hanno funzione infiammatoria e di fagocitare. Mentre gli M2 hanno funzione antiinfiammatoria producono citochine antiinfiammatorie IL-4/16/12 e attivano la componente staminale. Quindi è importante discriminare nel reclutamento delle componenti infiammatorie, capire a quale livello ci troviamo. In condizioni patologiche questo processo è alterato, perché se l’infiammazione è vita per il tessuto (è la risposta del tessuto al danno) non può persistere in eterno, perché se l’infiammazione persiste e da acuta(fisiologica) diventa cronica il processo rigenerativo viene bloccato. Quindi si ha bisogno di infiammazione per attivare la fase rigenerativa ma l’infiammazione deve essere risolta per poter procedere nelle successive fasi rigenerative. E gli M2 fungono da agenti antiinfiammatori e risolvono la risposta infiammatoria non permettendo più il reclutamento di altre cellule infiammatorie e procedono nella fase di rigenerazione tissutale.